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Modello

Il progetto di ricerca ha permesso di avanzare una proposta di sistematizzazione, in un modello di analisi strutturato, delle variabili discriminanti di varie tipologie di “parco” (parco tematico, storico, letterario, ambientale e archeologico). Attraverso un processo deduttivo di estrapolazione di caratteristiche peculiari da esperienze di successo già presenti in territorio nazionale ed internazionale, si è poi giunti alla definizione di un modello di lettura operativamente utilizzabile per confrontare sia le varie menzionate tipologie di parchi sia per classificare la nuova tipologia “parco culturale”. Questo processo porta ad un modello di validazione operativa del concetto stesso di “parco culturale”, fondamentale per poter verificare i limiti di appartenenza a tale categoria di esperienze già esistenti e di poter costruire ad hoc un proposta di “parco culturale”.

Per la definizione di “Parco culturale”, si è partiti dall’individuazione di tre comuni macro-descrittori con cui caratterizzare l’intensione e l’estensione dei vari concetti:

Questi definiscono,delle vere e proprie frontiere di significato, che permettono di definire un Parco Culturale” come segue:

  1. È un territorio più o meno vasto, dove è presente una concentrazione omogenea e significativa di valori ambientali-culturali.
  2. Conserva e/o recupera ambienti naturali e culturali presenti sul territorio consentendo la loro spontanea evoluzione e favorendo il mantenimento degli equilibri esistenti.
  3. Recupera e incentiva lo sviluppo dei sistemi culturali delle comunità presenti sul territorio attraverso la valorizzazione di usi, costumi, credenze, mestieri, prodotti artistici e linguistici, miti, leggende, feste, prodotti alimentari e tradizione eno-gastronomica.
  4. Promuove lo sviluppo sociale e economico delle popolazioni interessate, centrando su attività sostenibili e culturali.
  5. Sviluppa la ricerca scientifica e sociale effettuata in modo continuo e interdisciplinare, la didattica e l’informazione ambientale e culturale
  6. Permette la fruizione turistica, le attività ricreative e del tempo libero, nei limiti di carico sostenibili dagli ecosistemi, valorizzando espressamente gli aspetti di contatto con la natura e con le culture locali.

Risulta evidente, anche ad una rapida lettura, che tali descrittori definiscono insiemi di concetti (e quindi di possibilità e realtà ad essi sottese) molto ampi e che in parte possono intersecarsi fra loro, tanto che non è possibile indicarne elementi fortemente distintivi e tali da potere essere univocamente definiti operativamente (o operazionalizzati). Questo implica una certa arbitrarietà di fondo comunque sottesa ai descrittori, che da una parte ci permette di trattare categorie astratte declinandone con libertà (ma anche con giustificata trasparenza) degli indicatori e delle rispettive definizioni operative.

Riorganizzando quindi gli elementi della definizione già riportata secondo i tre citati macro-descrittori otteniamo il seguente schema (cfr. tab. 1.):


Tab. 1. Schema concettuale di “parco culturale”: insieme dei requisiti fisici, finalità e modalità di costituzione

Parco Culturale

Insieme dei requisiti fisici

Territorio più o meno vasto, dove è presente una concentrazione omogenea e significativa di valori ambientali e culturali

Finalità

Conservare e/o recuperare ambienti naturali e culturali presenti sul territorio consentendo la loro spontanea evoluzione e favorendo il mantenimento degli equilibri esistenti

Recuperare e incentivare lo sviluppo dei sistemi culturali delle comunità presenti sul territorio attraverso la valorizzazione di usi, costumi, credenze, mestieri, prodotti artistici e linguistici, miti, leggende, feste, prodotti alimentari e tradizione eno-gastronomica

Promuovere lo sviluppo sociale e economico delle popolazioni interessate, centrando su attività sostenibili e culturali

Sviluppare la ricerca scientifica e sociale effettuata in modo continuo e interdisciplinare, la didattica e l'informazione ambientale e culturale

Permettere la fruizione turistica, le attività ricreative e del tempo libero, nei limiti di carico sostenibili dagli ecosistemi, valorizzando espressamente gli aspetti di contatto con la natura e con le culture locali

Modalità di costituzione

Il parco culturale si connota sia per il suo forte legame con il territorio in cui prende forma, sia per la necessità, sottesa in modo evidente alle finalità sopra riportate, di mettere in integrazione (attraverso relazioni ed interazioni di varia natura) molti soggetti istituzionali e della società civile. Per costituire un parco culturale risulta quindi necessario creare una rete formale di attori del territorio (Comuni, enti di promozione turistica, associazioni culturali e/o organizzatori di eventi, operatori turistici della ristorazione e della ricettività) che condividano un piano di integrazione delle loro attività e dei loro prodotti secondo logiche definite dalla vocazione del parco in costituzione

A seguito di questa organizzazione dei descrittori, il progetto ha approfondito l’esplicitazione di alcuni concetti dei diversi descrittori (in particolare quelli più significativi, connessi al macro-descrittore “Finalità”) definendone degli indicatori attraverso la discesa nella scala di astrazione ma anche al contempo formalizzando (attraverso l’attività di “definizione operativa”) alcuni standard minimi da perseguire perché il parco da progettare/analizzare possa appunto rientrare nella categoria “culturale”. Il lavoro in tal maniera non assume quindi più solo una valenza analitica ed euristica, ma intende cominciare ad assumere, proprio attraverso l’indicazione di requisiti “minimi” (ancorché utili anche a migliorare la comprensione) da perseguire ed ottenere, una valenza di indirizzo prescrittivo per la progettazione/valutazione di esperienze reali (si veda a tal fine la sezione Linee guida per la costruzione di un Parco di Cultura).


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